Teresa

Maria Teresa Chidichimo

ha costruito un percorso professionale, artistico e tecnico nel campo della comunicazione visiva che rispecchia nell’intensità il suo spiccato carattere. Pur attenta alla contemporaneità, Maria Teresa è donna della Magna Grecia, e ricorda nei modi e nell’aspetto tempi che, riuscendo a far convivere razionalità e irrazionalità, hanno regalato alla nostra penisola avi di cui gloriarsi di cui lei coltiva una memoria non mitizzata, ma certamente mitica.
La sua vita narra una infanzia dorata seguita da accadimenti che l’hanno portata a cimentarsi presto con il mondo del lavoro, un lavoro che ama profondamente e che necessita di un legame stretto tra creatività e manualità: avendo avuto la sorte di conoscere le arti tipografiche prima delle ultime, a volte invadenti, innovazioni tecnologiche, oltre ad acquisire e sviluppare gli aspetti teorici e creativi della professione, si è sporcata le mani con gli inchiostri delle macchine tipografiche, ne ha studiata e sperimentata struttura, calibratura e forza, ha miscelato i colori, ha visto nascere nuove tipologie di carte (ed è stata tra i primi a sperimentarne l’uso), ha pensato e realizzato imballaggi prima che la parola pakaging divenisse un comune intercalare. Ha consumato scaffali di libri gialli ma non ha trascurato i trattati sui colori, sul simbolismo, sulla percezione e sulla sua estetica; ha coltivato il suo amore per il disegno e mai vi ha rinunciato piegando le nuove tecnologie allo spirito originario di quest’arte antica.
Nella sua storia formativa – studi artistici e di architettura – spicca l’incontro con Sergio Ruffolo di cui è stata la sola allieva; ha nutrito il suo apprendistato di esperienze già professionali con editori come l’Editalia o con tipografie storiche come quella dell’Orso a Roma; nel campo pubblicitario ha lavorato come art, copy e creatrice di immagini per prestigiose agenzie, citiamo per tutte la Mac Kann Erikson per proseguire con una lunga schiera di editori storici (De Luca, Laterza, Sonzogno, Signorelli) e di enti e istituzioni pubbliche e private.
La sua professione indipendente ha fatto scaturire lo studio/laboratorio/bottega d’arte KidiKimo nato raccogliendo le più varie competenze in ambito pubblicitario, editoriale e artistico.
La prima, felice esperienza di questo nuovo gruppo è stata nel 2011 la mostra “Manifesti immaginari”- espressione dell’omonimo progetto “multifocale”- siglato da una giornata di studi presieduta da Gillo Dorfles cui hanno partecipato Fulvio Carmagnola, Aldo Colonetti, Elio Fiorucci e Andrea Rauch. La mostra è stata replicata l’anno seguente a Matera, nell’ambito di un’iniziativa culturale/didattica dedicata alle arti visive, promossa dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri.