Comunicazione visiva SDM solidita pagina introduttiva

Qualunque cosa sia quella, di cui ragionar vogliasi, acciocchè intendere si possa pienamente, e con giovamento universale il soggetto di cui si tratta, devesi, a mio credere, sommesso si, ma securo, dalla di lei definizione prendere il cominciamento.
Dirò adunque, che il nome Misura dinota qualunque cosa servir possa per conoscere e per determinare l’estensione, la grandezza e la quantità di qualche corpo, ovvero, il nome di Misura significa una certa quantità che si assume come una, o come unità, la quale applicata, essendo ad altre omogenee, o simili quantità, ci dimostra quante volte vi viene compresa,o quali parti esse ne comprendano, essendo più picciole.
La misura lineare, o delle Lunghezze, è una linea retta presa a piacere: di tal sorta sono quelle che appellansi Digito, Pollice, Palmo, Braccio, Pertica e quelle che, etiandio, sono pel commercio cioè Alla, Canna, Verga, Vara, Cando etcetera. La misura delle Figure, o superficie piane, è un quadrato il cui lato è d’una data lunghezza: di questa spetie sono quelle che portano i nomi di Atto, Centuria, Clima, Salto, Mansione in quanto alle antiche; Giornata, Biolca, Tornatura, Pezza, Giugero, ovvero Acre generalmente, quanto alle moderne.
La misura dei Solidi è un cubo il cui lato è parimenti di una stabilita e concordata lunghezza; tali sono quelle che dagli antichi furono dette Anfora, Urna, Congio, Sestario, Emina, Acetabolo, Ciato, Cotila e tante altre che abbiano il nome di Misure cubiche,
o di capacità, come le adoperate da’ moderni col nome di Moggio, Barile, Bote, Stajo e Mastello.
In una parola è cosa certa che la Misura debba essere della stessa natura della cosa misurata, o da misurarsi.
Furono le primordiali Misure o de più antichi disciplinati Governi, l’unico fonte da cui ci derivarono tutte quelle che sono in pratica in uso oggidì.
Egli è impossibile d’indicarne nominatamente il loro antidiluviano Autore, attesa la foltissima oscurità di que’ primitivi tempi, benché appaja dalle Sagre Carte che elle ignote non fossero a Noè mentre eseguì la costruzione dell’Arca secondo le Misure che gli vennero da Iddio assegnate. Imperciò non saprei come prestar fede al capriccio di coloro,i quali asseriscono che Caino siane stato l’inventore e molto meno a quelli i quali ne rappresentano Palamede, uno degli eroi alla guerra di Troia, tra i più gloriosi, mentre in tal caso sarebbe forza credere che il genere umano rimasto fosse 2816 anni senza l’uso delle Misure, il che apertamente è contrario al citato Sagro Testo che è norma alle nostre vite.
Sembrami però che non sarebbe errore il persuaderli che l’invenzione delle Misure siasi da collocare con quella di tante Arti e Scienze delle quali, ignorando noi l’origine, sappiamo ch’esse, a poco a poco, secondo i varj progressi de la mente umana si accrebbero nel tempo e si dilatarono.
Frattanto egli è noto esservi anco al presente varie antiche misure le quali ebbero l’essere unicamente da certa brama, di cui ciascun popolo è penetrato,
di voler rendere immortalela memoria di qualche suo Concittadino, sia per qualche eccessiva sua personale misura, sia per qualche insigne e pretioso servigio
a pro della di lui venerata Patria liberalmente prestato.
Molte volte non contentatasi l’Antichità d’aver innalzate statue, colonne ed archi, d’aver consegnato gloriosa e sempiterna memoria del nome di quel ragguardevole Uomo alle sonore trombe dei suoi Poeti,
volle talvolta ancora che alcuna delle sue misure tenesselo vivo nella mente de’ suoi concittadini, ricordando tal’una il di lui nome, ed ora tal’altra rappresentando materialmente la giusta lunghezza del proprio suo Braccio o Piede.
Così il Piede Filateriano de’ Greci e il Drusiano de’ Romani rammemoravano tra essi Filaterio e Druso, come fra noi il Piede Liutprandeo, od Aliprando pretendesi che sia un portatile monumento in memoria del valorosissimo Liutprando XIX re dei Longobardi.
Quanto ad alcuna corporea somiglianza la Misura detta Yard tra le genti inglesi, reca alla memoria il Braccio d’Enrico I, loro monarca, come il Piede Erculeo tra i Greci rese sempre memorabile tutta la gigantesca fugura di Ercole e, non ignorando egli le armoniose proporzioni che incontransi tra le parti di un ben formato corpo, per il che prese il filosofo più securo argomento di dire che l’Uomo era la misura di tutto.
E così si vuole che le prime e più antique misure, cioè i Deti, i Palmi, i Piedi, i Cubiti, o Gomiti siano presi da varj membri del corpo umano: a intenderle oggi, e per trarne opportuna utilità, serve la Ragione, la quale, sola Maestra, può generosamente fornirci sicuri mezzi per conciliarle con le Misure Moderne.